IL DIABETE DI TIPO 2

Braden G. Barnett, MD

2021 Feb 24

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Accade di frequente che il diabete di tipo 2 venga diagnosticato casualmente durante un check-up di routine essendo una malattia che si insinua lentamente e spesso senza sintomi. Alcuni dei suoi primi segnali, infatti, a volte vengono associati ad altre cause e la diagnostica è essenziale dato che il diabete, in tutte le sue forme, è una patologia che affligge milioni di persone in tutto il mondo e la sua diffusione è in continua ascesa. Per questi motivi la prevenzione è basilare, specialmente se si è già predisposti ad una forma di prediabete o se si è già affetti da diabete conclamato. In entrambi i casi è possibile gestire al meglio i trattamenti ed evitare le molteplici complicazioni che ne possono conseguire.

COS’E’ IL DIABETE DI TIPO 2 E DIFFERENZE CON IL DIABETE DI TIPO 1

Il diabete di tipo 2 è la forma di diabete più frequente ed è tipico dell’età matura. Le sue due caratteristiche principali sono una scarsa produzione di insulina e l’insulinoresistenza. Nel primo caso vi è un deficit di insulina che il pancreas non produce in maniera sufficiente per soddisfare le esigenze dell’organismo; nel secondo caso l’insulina viene prodotta ma non agisce in modo soddisfacente. La risultante di entrambi i casi è l’incremento dei livelli di glucosio nel sangue, comunemente conosciuto come iperglicemia. 

Le differenze tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2 sono sostanziali e riguardano molti aspetti. Il diabete di tipo 1, al contrario del tipo 2, è caratteristico dell’età giovanile e colpisce soprattutto adolescenti e bambini anche se non è escluso che, in alcuni casi, possa manifestarsi in età adulta.

Contrariamente a quanto accade nel tipo 2, il diabete mellito di tipo 1 ha delle cause riconducibili a un problema immunitario e non ha alcun legame con le abitudini alimentari. L’insufficienza di insulina è causata dalla sofferenza o distruzione delle cellule beta delle isole di Langherans nel pancreas, il cui ruolo è quello di produrre insulina. Questa tipologia di diabete richiede l’utilizzo terapico di insulina biosintetica, che non sempre è necessaria nel tipo 2. 

CAUSE DEL DIABETE DI TIPO 2 

Le cause del diabete di tipo 2 vanno ricercate sia in fattori ereditari e ambientali che in fattori soggettivi. Grazie all’approfondimento di alcuni studi si è arrivati alla conclusione che esistono fattori di trasmissione ereditaria e che gli appartenenti ad alcune particolari etnie ne sono maggiormente esposti. A tutto questo si affiancano gli aspetti caratteristici di ogni singola persona. All’età, alla vita sedentaria e alle numerose pressioni della vita moderna si sommano fattori scatenanti come il sovrappeso e l’obesità. Quante volte succede che a causa di ansia, depressione e stress ad alti livelli tendiamo a “mangiare le nostre emozioni” sotto forma di snack, grassi e comfort food? Questo meccanismo può scatenare sensi di colpa sotto il profilo psicologico ma può essere il preambolo di problemi di salute molto più gravi. Se si aggiungono ipertensione, colesterolo HDL e trigliceridi ad alti livelli, si è decisamente nel range di persone a rischio di contrarre il diabete di tipo 2. Proprio per il fatto, come già accennato, che la diagnosi è spesso tardiva (di mesi ma addirittura di anni) c’è la possibilità che siano già in atto complicanze in stato avanzato. 

I SINTOMI DEL DIABETE DI TIPO 2

I primi indizi del diabete di tipo 2 sono molti ma si potrebbe non esserne a conoscenza. A volte vengono ignorati per paura e a volte vengono associati a cause diverse ma la sintomatologia è piuttosto precisa ed è quindi fondamentale parlare con il proprio medico e sottoporsi ad un check-up che comprenda, ovviamente, il controllo dei livelli di zuccheri nel sangue.

I sintomi del diabete di tipo 2 più noti sono:

  • Necessità di urinare spesso: poiché i livelli di glucosio nel sangue sono più alti della norma, i reni cercano di espellere lo zucchero in eccesso eliminando tutti i liquidi dal corpo.
  • Aumento della sete: è causato sia dalla dispersione di liquidi con le urine che dalla sensazione di secchezza alla bocca, che induce a bere di più.
  • Aumento della fame: si manifesta anche se si mangia regolarmente o si è finito da poco di mangiare perché le cellule non riescono ad utilizzare le risorse nutrizionali disponibili a causa dei ridotti livelli di insulina.
  • Perdita di peso immotivata: la frequenza della minzione causa la perdita di calorie sotto forma di zuccheri. Ne consegue la perdita di peso anche se non ci sono stati cambiamenti nel regime alimentare.
  • Stanchezza e spossatezza ingiustificate: l’organismo non riesce a sfruttare le energie date dal cibo. Inoltre, la minzione frequente causa disidratazione traducendola in ridotti livelli di energia.
  • Visione offuscata: quando i livelli di zucchero nel corpo sono troppo alti, la concentrazione mentale si riduce e causa problemi alla vista.
  • Dolori ai nervi e formicolio alle mani e ai piedi: l’aumento di glucosio nel sangue può causare danni ai nervi con conseguente dolore e gonfiore alle parti più estreme del corpo e può causare anche mal di testa ed emicranie.
  • Lenta guarigione di piaghe o ferite: ancora una volta sono gli alti livelli di zucchero che riducono la capacità del corpo di guarire e di cicatrizzare velocemente ferite e tagli.

In assenza di questi sintomi la diagnosi di diabete mellito di tipo 2 può essere formulata a seguito di un check-up di routine con il riscontro di elevati valori della glicemia. Si parla dunque di presenza della malattia se si rileva almeno una delle seguenti condizioni:

  • Glicemia a digiuno superiore a 126 mg/dL
  • Glicemia superiore a 200 mg/dL in qualsiasi momento della giornata. Anche se la glicemia aumenta, specialmente dopo pasti ricchi di carboidrati, il suo valore non dovrebbe mai eccedere questa soglia.
  • Glicemia uguale o maggiore a 200 mg/dL durante una curva di carico. Questo tipo di test viene effettuato in regime ospedaliero dopo aver somministrato al paziente una nota e definita quantità di zuccheri e rilevando successivamente le variazioni dei valori della glicemia nel sangue a intervalli di tempo prestabiliti. 

Un ulteriore esame del sangue che può essere eseguito a scopo diagnostico è la misurazione dell’emoglobina glicata che, nei soggetti sani, non deve superare il valore percentuale del 6,5. A questo si deve aggiungere anche un regolare controllo del glucosio presente nelle urine.

In tutto questo la buona notizia è che il diabete di tipo 2 si può guarire, se preso per tempo e in assenza di complicazioni derivanti da una diagnosi tardiva.

 

COME CURARE IL DIABETE DI TIPO 2

Questo tipo di patologia colpisce le singole persone in modo diverso e per questo motivo la cura del diabete di tipo 2 è molto soggettivo. Data l’ampia disponibilità di farmaci per affrontarlo, non esiste un trattamento adatto a tutti. Quello che funziona per un paziente, potrebbe non funzionare altrettanto bene per un altro. Questo dipende da come il corpo reagisce alle terapie e sarà compito del diabetologo personalizzare la combinazione di medicinali da assumere.

I farmaci per il diabete 2 hanno diversi modi di agire ed includono:

  • Metformina: abbassa i livelli di glucosio nel sangue e migliora la risposta del corpo all’insulina
  • Sulfaniluree: migliora e aumenta la produzione di insulina
  • Glinidi: stimolano il pancreas a produrre più insulina
  • Tiazolidindioni: aiutano a migliorare la sensibilità all’insulina
  • Inibitori della dipeptidil-peptidasi 4: aumentano la secrezione di insulina e diminuiscono quella di glucagone, favorendo la riduzione della glicemia
  • Agonisti del recettore GLP-1: migliorano i livelli di zuccheri nel sangue attraverso il rallentamento della fase digestiva
  • Inibitori del SGLT2: impedisce ai reni di riassorbire il glucosio nel sangue e di trasferirlo alle urine. 

A seconda delle reazioni individuali, il medico può prescrivere uno o più farmaci e, nel caso non funzionino in maniera adeguata, decidere di inserire anche l’insulina nella terapia complessiva. I cambiamenti dei farmaci e del loro dosaggio dovrà essere attentamente monitorato fino alla completa stabilizzazione dei livelli di zucchero nel sangue.

LA DIETA CON IL DIABETE DI TIPO 2

Non bisogna però scordare che non solo i farmaci aiutano ad affrontare questa subdola malattia. Altre abitudini quotidiane, quali l’alimentazione e l’attività fisica, svolgono un ruolo importantissimo. Quando il diabete di tipo 2 viene diagnosticato spesso le persone si incolpano di avere fatto scelte di vita sbagliate in passato ma non ha più senso guardarsi indietro. L’importante è guardare avanti ed essere pronti ad affrontare uno stile di vita diverso e accettare i cambiamenti. 

La dieta per il diabete di tipo 2 non è complessa o restrittiva. L’apporto calorico giornaliero non deve essere diverso da quello di una persona sana a meno che non si sia in presenza di problemi di sovrappeso che costringono ad un regime ipocalorico.

Un’attenzione particolare va riservata all’assunzione di carboidrati che devono essere assunti giornalmente in quantità non inferiore ai 130 g. ma non superiore ai 300g.  e preferibilmente sotto forma di carboidrati complessi e fibre come nei legumi, nei vegetali, nei cerali integrali e nella frutta.

Le porzioni di frutta e verdura vanno consumate almeno 5 volte al giorno variando i colori e introducendo vari tipi di legumi almeno tre volte a settimana. Se si consumano pane e pasta è preferibile che siano integrali. È consigliabile consumare almeno due porzioni di pesce a settimana, preferire le carni bianche e magre, non assumere formaggi e latticini più di due volte a settimana. Il condimento ideale è l’olio di oliva, evitando i grassi saturi presenti in burro, panna, strutto. Inoltre, è importante bere molto durante tutta la giornata, con preferenza ad acque minerali ed evitando bibite gassate o, eventualmente, preferendo quelle dietetiche. Un’alternativa più salutare è scegliere di bere tè o tisane zuccherandole con stevia o altri dolcificanti naturali. Se si consumano bevande alcoliche è bene limitarne il consumo ad un bicchiere al giorno per le donne, a due per gli uomini. 

Da evitare sono i cibi e i pasti industriali preconfezionati con oli e grassi idrogenati, come biscotti, merendine, crackers. 

Da assumere occasionalmente sono miele e marmellate, cioccolata, primi piatti con condimenti troppo grassi, pizza e patate. 

È inoltre importante ricordare che è necessario porre una particolare attenzione al rispetto delle porzioni consigliate per non correre il rischio di un aumento ponderale. Viceversa, la scarsità delle porzioni, può provocare la comparsa di ipoglicemia. 

Infine, anche l’essere fisicamente attivi ha un ruolo fondamentale nella gestione della malattia e gioca un ruolo importantissimo per guarire dal diabete di tipo 2 in modo naturale. Lo svolgimento di qualche attività fisica giornaliera aiuta a controllare i livelli di glucosio nel sangue, abbassa la pressione, riduce il colesterolo LDL e i trigliceridi, aumenta il colesterolo HDL, rinforza la muscolatura, riduce il peso e, cosa più importante, favorisce notevolmente la sensibilità all’insulina.

Cominciare ad attuare questi cambiamenti e a pensare in termini di salute sarà sicuramente il modo migliore per affrontare la malattia al meglio e con un approccio, anche psicologico, più sereno e ottimistico.

Scritto da

Braden G. Barnett, MD

Il dott. Barnett, endocrinologo, è specializzato nel trattamento delle persone che soffrono di diabete. Branett abita a Los Angeles, dove si è laureato alla Scuola di medicina di Keck dell'Università del Sud California.

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